La paura da Spread. Ecco cos’è!

Diamo una spiegazione veloce allo Spread in questione.

 

In finanza si parla di “spread” per definire la differenza tra due valori, ad esempio il prezzo di acquisto e di vendita di un’azione. Ma lo spread di cui si è tornati a parlare in Italia in queste settimane è uno spread specifico: la differenza tra gli interessi dei titoli di Stato decennali italiani e tedeschi, misurata in centesimi di punto percentuale.

Ma come funziona? E perché sale?
Cominciamo col dire che, quando uno stato ha bisogno di denaro per colmare un proprio fabbisogno di cassa, può ricorrere a diversi tipi di prestito gestiti dalla Tesoreria di Stato, rivolti a tutti coloro che liberamente vogliano fare un certo investimento. In che modo? Emettono delle obbligazioni di Stato, che, una volta acquistate, garantiscono all’acquirente una percentuale d’interesse come rendimento alla scadenza (trimestrale, semestrale, annuale, decennale).

Ciò che lo stato ricava dall’emissione obbligazionaria serve a coprire la spesa pubblica o, meglio, a far fronte a tutte quelle esigenze economiche dirette, che non sono state coperte con le entrate derivanti dal gettito fiscale.
Ecco che entra in causa il peso che affligge “Tutti” gli italiani, il Debito Pubblico, che al momento vale il 130% del nostro Pil e ammonta a 2.300 miliardi. Facendo una sommaria divisione per 60 milioni di italiani fanno 40 mila euro a testa.

 

Come si forma il debito Pubblico?
Lo Stato per molti anni ha speso più di quanto coprivano le sue spese correnti per il welfare, gli stipendi, la PA e così via e quindi ha dovuto e deve coprire tale deficit. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze diventa costretto a ricorrere allo strumento obbligazionario. Tenendo sempre presente che, tanto più alto è il rendimento di un titolo obbligazionario, quanto maggiore è il debito del paese emittente.

Lo spread, essendo una differenza tra il valore dei titoli di Stato decennali italiani e tedeschi, può muoversi in due modi: o perché variano gli interessi dei titoli di Stato italiani o perché variano quelli dei Bund tedeschi.
I Titoli variano in base alla sicurezza che uno Stato può dare ai propri investitori. Se uno stato è giudicato affidabile e con tutti i conti in regola, le proprie obbligazioni vengono considerate sicure e l’interesse di collocamento sarà basso con conseguente riduzione del debito. Viceversa, se lo stato è giudicato inaffidabile con il timore che esso non paghi il proprio debito.

Il contratto di Governo “Contratto del Cambiamento” formulato dal Movimento 5 Stelle e Lega prevede molti provvedimenti costosi per lo Stato, come il reddito di cittadinanza e la flat tax, senza indicare come potrebbero essere coperti.

Per gli investitori, l’idea di prestare i propri soldi ad uno Stato con un bilancio così squilibrato e in clamorosa violazione delle regole dell’unione monetaria europea, diventa evidentemente meno attraente, rinunciano ad acquistare i suoi titoli.
Pertanto, lo stato obbligato a venderli a tutti i costi, è costretto a garantire rendimenti sempre più alti, indebitandosi notevolmente.

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