Pronto il Decreto dignità

Nella bozza limiti ai contratti a termine, multe per chi delocalizza e stop a pubblicità azzardo.

Limiti per i contratti a termine, multe alle aziende che incassano aiuti di Stato e poi delocalizzano e stop totale alla pubblicità di giochi e scommesse, non solo in televisione. Sono questi alcuni dei punti che saranno toccati nel Decreto dignità, primo atto del governo Conte e che è previsto in discussione del consiglio dei ministri tra il 27 e il 28 giugno.

«Con la norma sulle delocalizzazioni, vogliamo stabilire un principio: ogni forma di aiuto statale che finisce, di ogni tipo, nelle casse di un’azienda multinazionale che delocalizza o ce li ridai, con gli interessi anche del 200%, o da qui non te ne vai. Le norme che c’erano non hanno nulla a che vedere con quella che stiamo facendo noi nel decreto dignità». Questo quanto rivendicato dal vicepremier Luigi Di Maio, per quanto riguarda la delocalizzazione.

Stretta anche sull’uso dei contratti a termine, con un tetto a massimo 4 proroghe in 36 mesi, un rincaro del costo contributivo di 1 punto per ogni rinnovo e il ritorno delle causali a partire dal primo rinnovo o per contratti più lunghi di 12 mesi.

Altro punto cardine del Decreto Dignità riguarda il gioco d’azzardo. A chi non rispetterà il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo arriverà una sanzione del “5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, ad un importo minimo di 50.000 euro”. Gli incassi delle sanzioni andranno al fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Restano le sanzioni da 100mila a 500mila euro previste dal decreto Balduzzi del 2012 per chi viola il divieto di spot durante spettacoli dedicati ai minori.

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