Scontro istituzionale.

Mattarella fa saltare il Governo Conte.

È durata appena quattro giorni la parentesi dell’incarico che il capo dello Stato ha affidato a Giuseppe Conte per la formazione di un governo M5S-Lega. Il no di Mattarella a Savona come Ministro dell’Economia, è stato lo scoglio sul quale è inciampato l’ex premier incaricato.
Ora è in atto uno scontro istituzionale con M5s e Lega che echeggiano contro il Colle.

Il capo politico del Movimento 5 Stelle: «Diciamoci che è inutile votare, tanto il governo lo decidono le lobby». Poi affonda il tiro con una telefonata a “Che Tempo che fa” di Fabio Fazio con forti dichiarazioni: «Io sono veramente allibito perché c’è una maggioranza in Parlamento che ha espresso un Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una lista di ministri e non è stata accettata. In questo Paese si può essere delinquenti, corrotti, sotto indagine per mafia, per corruzione, si può essere condannati per frode fiscale e si può fare il ministro. Ma se ti sei permesso di criticare in passato i trattati che girano intorno all’Unione Europea non sei degno di fare il ministro. Questo è inaccettabile quindi le chiedo di permettermi dal vostro studio di dire una cosa: io chiedo di parlamentarizzare questa crisi istituzionale utilizzando l’articolo 90 della Costituzione che riguarda le responsabilità del Presidente della Repubblica. Non posso che chiedere al parlamento di discutere questo tema perché in 85 giorni ha fatto di tutto per non permetterci di andare al governo: abbiamo avuto in passato al governo dei criminali e ci potevano stare, noi avevamo presentato tutti incensurati»

Salvini, invece, si chiama fuori dalle richieste di messa in stato di accusa: «Non ne parlo, sono incazzato!». Anche se poco dopo, in diretta su Facebook, attacca anche lui Mattarella: «Che brutta giornata per l’Italia e per la democrazia. Era tutto pronto, anche io ero pronto a occuparmi di immigrazione e sicurezza, ma niente, qualcuno oggi ha detto no. Il governo del cambiamento non poteva nascere, i Signori dello Spread e delle banche, i ministri di Berlino, di Parigi e di Bruxelles non erano d’accordo. Rabbia? Tanta. Paura? Zero. Cambieremo questo Paese, insieme. Io non mollo amici, conto su di Voi. Prima gli italiani».

«E’ mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri che mi affida la Costituzione, essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani». È quanto ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, dopo la rinuncia a formare il governo di Giuseppe Conte, ha convocato per lunedì mattina al Quirinale Carlo Cottarelli.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *