Ora la parità salariale è davvero legge, ok del Senato

Siamo a caccia di un’uguaglianza concreta e che non si fermi mestamente alle parole o al concetto di quota rosa, niente di più ineguale. Il merito, la competenza, la professionalità vanno ben oltre un numero che sembra quasi dare un contentino di genere più che una vera uguaglianza. La parità salariale è, invece, un passo molto importante, qualcosa che finalmente guarda al futuro, anche se sembra assurdo accostare la parità salariale al futuro. Innovazione, progresso, sviluppo sostenibile, passano da questa legge.

Cosa dicono Gribaudo e Fedeli (relatrici della legge sulla parità salariale alla Camera e al Senato)

“Con il via libera definitivo di oggi al Senato, giunto all’unanimità, alla legge sulla parità salariale il nostro Paese compie un passo di fondamentale importanza verso il completo superamento delle disuguaglianze di genere, l’aumento dell’occupazione femminile, l’assunzione del principio di condivisione tra donne e uomini delle opportunità e delle responsabilità sul lavoro e in famiglia. Finalmente dal Senato è arrivata la buona notizia: il testo unificato sulla parità salariale è stato approvato all’unanimità ed è legge! Quella di oggi è una giornata di festa per tutte le donne che hanno combattuto e lottato per dare nuove tutele alle lavoratrici, per tutte coloro che sono sottopagate, discriminate o che sono state scartate perchè donne. Questa legge la dedichiamo a loro, ora avranno gli strumenti per difendere i loro diritti.

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno contributo a questo risultato, alla relatrice al Senato, Valeria Fedeli, e a tutti i gruppi parlamentari che sono voluti arrivare ad approvare questa legge di origine parlamentare, prima della fine della legislatura. Ora la sfida sarà attuarla al 100%. Ne discuteremo fin da subito con i ministri del Lavoro e delle Pari opportunità. L’Italia ha l’occasione di cambiare e di segnare finalmente un traguardo per le pari opportunità. Nel merito la legge si basa su due capisaldi fondamentali: rispetto della parità di genere in tutte le scelte che riguardano lavoratrici e lavoratori e trasparenza: le aziende sopra i 50 dipendenti dovranno infatti compilare un rapporto sulla situazione del personale che conterrà molti indicatori, dai salari agli inquadramenti, dai congedi al reclutamento. L’elenco delle aziende che trasmetteranno il rapporto, e quello di chi non lo trasmetterà, sarà pubblico, e i dati saranno consultabili dai lavoratori, dai sindacati, dagli ispettori del lavoro, dalle consigliere di parità con sanzioni fino a 5mila euro per mancata o fallace trasmissione dei dati. Nel metodo si segna un punto politico molto qualificante per questo Parlamento e per questa legislatura. Non è “comune”, infatti, che nel passaggio da una Camera all’altra l’approvazione di un disegno di legge impieghi meno di 15 giorni. Che sia accaduto con il provvedimento sulla parità salariale tra donne e uomini dimostra l’urgenza e la concretezza che questo Parlamento, d’accordo tutte le forze politiche, ha voluto riconoscere all’incrocio tra i due assi fondamentali per l’uscita dalla crisi pandemica e per la crescita del Paese: lavoro e parità di genere.

Cosa ha detto Beppe Grillo sulla parità salariale

“La parità salariale è legge! Con il via libera della commissione Lavoro del Senato, presieduta da Susy Matrisciano, il Testo unificato sulla parità salariale è legge dello Stato”, lo ha scritto Beppe Grillo sul suo blog. E annuncia: “Il prossimo passo è assicurare al Paese una legge sul salario minimo! Avanti così”.

Cosa ne pensano i sindacati (Roberto Benaglia, Fin)

“Un giorno importante e storico per il mondo del lavoro. Un grande risultato che deve spingere ancor più la contrattazione collettiva verso la traduzione effettiva di questi strumenti nelle imprese e nel lavoro, con l’obiettivo di dare maggiori servizi in termini di welfare e di una vera conciliazione di tempi vita lavoro; ma anche, di strumenti di responsabilità oggettiva rispetto a cui le imprese, sono chiamate nelle relazioni sindacali, dando conto delle loro politiche di genere per realizzare un’effettiva parita’”.

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