La ministra Cartabia negli Stati Uniti. Tanti i temi: Riforma della Giustizia e un appello sulla vicenda Chico forti.

Sono ormai note le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Marta Cartabia in visita negli USA in favore della riforma della giustizia.


Ad accoglierla nel paese a stelle e strisce, alla sua prima visita oltreoceano da Ministra, è Mariangela Zappia, ambasciatrice a Washington, che ha ricevuto il Ministro nella sua residenza davanti a vari membri della business community USA e numerosi giornalisti Italiani ed Americani.


Cartabia si è mostrata molto ottimista riguardo al processo che la riforma sta prendendo: “È una grande sfida ma ce la faremo” ha dichiarato, lasciando intendere anche quanto questa sia importante definendola “la madre di tutte le riforme”.


Nello specifico poi il Ministro ha dichiarato quanto le maggiori preoccupazioni degli investitori stranieri siano i tempi lunghi della burocrazia Italiana che ad oggi sono di media 7 anni e mezzo nel civile e 5 anni nel penale, tempistiche che indubbiamente hanno bisogno di essere sostituite da “interventi rapidi in tempi ragionevoli”.
Gli obiettivi principali sono dunque quelli di snellire significatamente questi processi definiti “troppo lunghi, una vera palla al piede e sinonimo di rallentamento del paese sia in chiave sociale che in chiave economica”; Di modo da ricevere maggiore interesse da parte di imprenditori esteri e attirare nuovi investimenti, troppo spesso archiviati proprio per le eccessive e prolungate tempistiche Italiane.


“È tempo di cambiamenti -ha poi continuato la Guardasigilli- di decisioni importanti prese consapevolmente, per questo il governo Draghi sta intraprendendo il programma di riforme coraggiosamente e pragmaticamente”.

Cartabia, come affermato dal Ministero, ha poi concluso i suoi interventi facendo un appello all’Attorney General Merrick Garland in merito alla storia dell’imprenditore trentino Chico Forti, richiedendo: “Il trasferimento in Italia del connazionale Chico Forti, perché possa continuare a scontare nel suo Paese la pena dell’ergastolo cui è stato condannato per omicidio e per cui è recluso in un carcere della Florida da 20 anni”.

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