Putin

Se la Russia attacca?

La situazione:

Tra il punto più a nord est dell’Italia (San Dorligo della Valle, Trieste) e il punto più a sud ovest della Russia (Oblast’ di Pskov) ci sono 2.022,5 chilometri, circa 385 ore di camminata.

Eppure, benché sembra trattarsi di un tratto molto vasto (circa due volte la lunghezza dell’Italia) attraversato da diversi climi, popolazioni, storie e vite, i destini dei nostri paesi si potrebbero intrecciare.

È di oggi 15 febbraio 2022 il comunicato Ansa che avverte l’imminente attacco russo all’Ucraina. È previsto per mercoledì 16 febbraio. La fonte sarebbe la Cnn che ha dato l’annuncio attraverso una breaking news.

La Cbs, inoltre, riporta che i soldati russi si sono mossi su posizioni di attacco lungo il confine con l’Ucraina, Johnson e Biden rispondono chiedendo di agire con diplomazia per risolvere nel modo migliore la questione Ucraina.

La storia ci ha insegnato che l’Italia, tendenzialmente, durante le guerre cerca di non intervenire finché le è possibile e quando entra a far parte del duello, comunque, ricopre ruoli marginali. L’Italia non è, insomma, nota per le sue doti belliche.

É, però, allo stesso modo, altrettanto naturale chiedersi quali saranno le conseguenze per l’Italia in caso la Russia attaccasse realmente l’Ucraina.

Vladimir Putin (Presidente della Federazione Russa)
Stiamo ancora pagando i conti:

Gli aumenti delle bollette di luce e gas degli italiani sfiorano cifre record e, per alcuni, diventano un costo insostenibile. Il problema nasce dal fatto che l’Italia è una scarsa produttrice di energia poiché il referendum sul nucleare (12-13 giugno 2011) ha vietato la costruzione di centrali che producessero energia e, allo stesso tempo, sfrutta male le possibilità di energia rinnovabile (vento, aria, acqua, sole).

Solo il 38,4% dell’energia utilizzata dall’Italia è green (con un aumento del 7,5% dell’eolica, 3% dell’idroelettrico e un calo del 2,8% di fotovoltaico da gennaio 2021), ma questo non basta per sostenere i bisogni dei 60 milioni di italiani e, quindi, per questo è necessario affidarsi alla Russia che è una delle maggior fonti di importazione dell’energia in Italia.

Rapporti non troppo distesi con la Russia rischiano di far chiudere i rubinetti alla terra di Putin e quindi di lasciare gli italiani non sono martoriati da una diminuzione di energia disponibile, ma anche con un ulteriore rincaro.

La Nato:

Se l’Ucraina o gli alleati Nato rischiassero di essere attaccati e invasi dalla Russia, l’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del Nord potrebbe decidere di intervenire: Biden, dalla sua, afferma che nessun soldato statunitense verrà mandato in guerra. È coerente l’ambasciata americana a Kiev che decide di chiudere i battenti dopo la dichiarazione di attacco da parte della Russia di oggi 15 febbraio 2022.

I paesi facenti parte dell’organizzazione sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del nord, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ungheria.

L’Italia è tra i presenti e un coinvolgimento armato della Nato porterebbe, quindi, anche ad una partecipazione attiva (probabilmente, ma non certamente) di soldati italiani.

Draghi e Di Maio:

L’Italia, come scritto precedentemente, si defila durante le guerre. Da Draghi non otteniamo risposte complete e convincenti e Di Maio, per quanto ci è noto sapere, ha chiesto ai cittadini italiani residenti in Ucraina di rientrare nel paese e chiedendo a coloro che avevano intenzione di partire per il paese sotto attacco di posticipare il viaggio.

Allo stesso tempo chiede di tenere aperto il dialogo con Mosca, riconoscendo “l’integrità territoriale dell’Ucraina”, come dichiarato il 12 febbraio 2022.

Si è poi diretto, il 14 febbraio 2022 a Mosca per confrontarsi con Lavrov, suo omonimo in veste russa, con il quale ha confermato la solidarietà alla Nato e alla diplomazia francese e tedesca.

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