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Referendum Giustizia: Il flop storico

Il 12/06/2022 verrà ricordato come il giorno del grande flop del referendum in materia di giustizia.

Il referendum è un istituto giuridico con cui si chiede all’elettorato di esprimersi con un voto diretto su una specifica proposta. Solo due elettori su dieci hanno deciso di partecipare alla consultazione. Secondo l’analisi condotta dal Viminale l’affluenza non supera neanche il 21% (precisamente il 20,9%).

Un risultato simile fu ottenuto in data 21 e 22 giugno 2009 per il referendum abrogativo in materia di legge elettorale, quando votò circa un 23,8% degli aventi diritto.

Quorum quindi non raggiunto, dal momento che la soglia minima da raggiungere per la validità della consultazione è del 50 % più uno degli aventi diritto. Dal 1946 ad oggi sono stati 67 i referendum abrogativi, e questo, senza alcun dubbio, ha ottenuto il risultato peggiore.

Le cause individuate dai leader politici sono molteplici. Per esempio, Silvio Berlusconi, leader di FI, sostiene che il referendum sia stato boicottato con il voto in un giorno solo, con il silenzio assoluto di molti giornali e della televisione di Stato.

Maria Edera Spadoni, esponente del M5S, sostiene che se si fossero trattati temi quali il salario minimo, la cannabis legale, il “DDL Zan”, l’eutanasia, certamente l’affluenza sarebbe stata più ampia.

Matteo Salvini, deluso dal risultato ottenuto, si esprime in questo modo: «Una riflessione va fatta, perché se si va avanti di questo passo nessun referendum raggiungerà il quorum».

Il Leader leghista ha poi ringraziato tramite i suoi canali social, i 10 milioni di italiani che hanno scelto di votare per cambiare la Giustizia.

Mario Segni spiega a “La Stampa”: «Bisogna avere il coraggio di ammettere che un altro tassello del nostro sistema costituzionale è saltato, credo definitivamente. Se non si riforma il quorum, lo strumento referendario è praticamente morto. Un istituto importantissimo per la democrazia che ha permesso di decidere temi come il divorzio e la legge elettorale». Anche Benedetto della Vedova, segretario di +Europa, sembra essere della stessa opinione.

Un flop temuto, benché atteso. In questo contesto, la Lega ha messo l’accento sulle difficoltà di una campagna elettorale “in solitaria” rispetto al resto del centrodestra, in particolare Fratelli d’Italia che da subito si è schierata con posizioni diverse sui cinque quesiti.

La scarsa affluenza, secondo alcuni cittadini, va attribuita all’insufficiente informazione fornita dai media e al silenzio di qualche leader politico.

I dati di Eligendo, portale delle elezioni del Ministero dell’Interno, mostrano che per il quesito n.1, Il SI ha ottenuto il 53,97%; per il quesito n.2 il SI ha ottenuto il 56,12; per il quesito n.3 il SI ha ottenuto il 74%; per il quesito n.4 il SI ha ottenuto il 71,95 %; per il quesito n.5 il SI ha ottenuto il 72,52%.

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