Interrogato per oltre 5 ore dal gip di Roma, Valter Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, del 16 ottobre 2025. L’imprenditore ha dichirato: “Ranucci era continuamente in pericolo e minacciato, ho fatto mettere quella bomba per fargli alzare il livello di protezione”, secondo la sua versione dei fatti quindi, l’attentato avrebbe avuto lo scopo di aumentare la protezione della scorta per il giornalista e amico Ranucci, che lui riteneva in grande pericolo.
Gli investigatori ritengono però che dietro l’attentato ci possano essere anche ragioni politiche, infatti Lavitola coltivava per il suo amico l’ambizione di diventare presidente del consiglio, tanto da aver già fatto partire dei sondaggi sulla questione, e la bomba avrebbe avuto l’obiettivo di aumentare la popolarità del giornalista lanciandolo verso una carriera politica.
Da sottolineare che per il momento non emerge nessun fattore che faccia pensare concretamente che il giornalista fosse a conoscenza delle intenzioni di Lavitola, tuttavia i magistrati stanno lavorando per ricostruire al meglio il rapporto tra i due, capire le reali intenzioni dell’imprenditore e approfondire l’eventuale coinvolgimento di Ranucci.
Attentato Ranucci, Lavitola confessa: “Sono io il mandante, l’ho fatto per il suo bene”







