Campo largo, Conte: “Proposto un terzo nome, Schlein ha detto no”

Il nodo della leadership del campo largo si complica ulteriormente. Giuseppe Conte ha rivelato oggi, intervenendo a Coffee Break su La7, di aver proposto a Elly Schlein un passo indietro collettivo di tutti i leader della coalizione, lui compreso, per individuare una figura terza a cui affidare la guida del centrosinistra. La segretaria del Pd, secondo la ricostruzione del leader M5S, avrebbe respinto la proposta.

Cosa ha detto Conte

“Con Schlein ci siamo incontrati anche altre volte, ma non nego il recentissimo incontro, e neppure che l’ho invitata a valutare se c’era la disponibilità a fare un passo indietro, tutti i leader, me compreso, per valutare e proporre all’elettorato una terza figura”, ha spiegato Conte, precisando di non aver fatto nomi specifici perché Schlein gli avrebbe comunicato da subito l’indisponibilità a percorrere questa strada. Per il leader M5S, l’esito di questo confronto rende ormai inevitabile l’approdo alle primarie per scegliere chi guiderà la coalizione alle prossime politiche, che secondo Conte potrebbero tenersi già in primavera.

La difesa della comunità M5S

Nel corso dell’intervista, a Conte è stato chiesto se esista il rischio che l’elettorato del Movimento 5 Stelle possa non sostenere un’eventuale candidatura di Schlein a premier, qualora fosse lei a vincere le primarie. Il leader pentastellato ha respinto con decisione l’ipotesi, rivendicando la lealtà della propria base: ha ricordato come nelle amministrazioni locali e regionali il Movimento non abbia mai sollevato questioni legate alla distribuzione di incarichi, ed ha escluso categoricamente che la sua comunità politica possa rifiutare il risultato di primarie regolari per motivi legati alle poltrone.

Un campo largo sempre più diviso

La vicenda si inserisce in settimane già turbolente per la coalizione progressista. Da un lato ci sono le divisioni sui temi di politica estera, con posizioni distanti tra chi, come Schlein, continua a sostenere l’invio di aiuti a Kiev, e chi, come Conte, chiede una svolta pacifista più netta. Dall’altro, pesa la partita delle regole: buona parte dell’elettorato di centrosinistra resta scettico sull’opportunità stessa di ricorrere alle primarie, mentre tra i sondaggi circolati nelle ultime settimane alcuni danno Conte in vantaggio su Schlein, altri restituiscono uno scenario opposto, a conferma di un quadro tutt’altro che stabilizzato.

Cosa aspettarsi adesso

Con il rifiuto di Schlein a un passo indietro condiviso, la strada delle primarie sembra ormai l’unica percorribile per il campo largo. Resta però da capire quando e con quali regole si terranno, in un contesto reso ancora più incerto dal pressing della maggioranza di centrodestra, che in questi stessi giorni starebbe valutando l’ipotesi di anticipare la data delle elezioni politiche a maggio. Una prospettiva che, se confermata, lascerebbe al centrosinistra pochissimo tempo per ricomporre le proprie divisioni interne.

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Francesco Barbuto

Francesco Barbuto

Redattore di Politicare. Si occupa soprattutto di politica interna: Parlamento, legge elettorale, manovra, sondaggi e vita dei partiti.
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