Legge elettorale approvata: cosa cambia dal voto del 2027

Ci siamo. La nuova legge elettorale è legge. Oggi, giovedì 8 ottobre, la Camera l’ha approvata in via definitiva: 227 sì e 164 no, a scrutinio segreto. È la proposta A.C. 2822-B. Con queste regole voteremo alle politiche del 2027.

Tre letture e tre fiducie

La strada è stata lunga. La Camera l’aveva approvata il 16 luglio. Il Senato l’ha cambiata il 15 settembre, con 113 sì e 71 no. Per questo è tornata a Montecitorio.

Qui il governo ha messo la fiducia sui primi tre articoli. Martedì 226 sì sull’articolo 1 e 227 sull’articolo 2. Mercoledì 228 sull’articolo 3. Poi il voto finale. Segreto.

Era il passaggio più temuto dalla maggioranza. A luglio era andata sotto proprio sulle preferenze. Stavolta no. I sì sono stati 227, uno in meno della fiducia di ieri.

Come funziona

Il sistema è proporzionale. Entra in Parlamento chi supera il 3% a livello nazionale. La coalizione che arriva al 42% prende un premio: 70 seggi in più alla Camera e 35 al Senato. E deve indicare chi guiderà il governo.

Tornano le preferenze. Ma non si scrivono. Sulla scheda, sotto il capolista, ci sono già stampati i nomi di sei candidati. Basta barrare la casella accanto al nome, fino a tre. Se si danno più preferenze, vanno divise tra uomini e donne, altrimenti la seconda e la terza non valgono. Il capolista invece resta bloccato e non si può votare. Se la lista prende un seggio, il primo eletto è lui. Per i partiti fuori dal Parlamento servono più firme per presentarsi.

Le reazioni

Per Andrea Di Giuseppe di Fratelli d’Italia la legge restituisce al cittadino il «potere di scegliere». Le opposizioni la pensano all’opposto. Giulia Pastorella di Azione l’ha definita una legge «nata male e cresciuta peggio». Simona Bonafé del Pd ha annunciato opposizione «sia dentro sia fuori il Parlamento».

Prima del voto hanno parlato anche i leader. Giuseppe Conte ha ironizzato su un premio di maggioranza costruito, secondo lui, su misura per la premier. Elly Schlein ha accusato la maggioranza di occuparsi solo di sé stessa.

Cosa cambia per i giovani

  • Voto da fuorisede. Chi studia o lavora in un’altra regione per almeno nove mesi potrà votare dove vive. Senza tornare a casa. Vale anche per chi si cura fuori regione per almeno tre mesi e per chi lo assiste. E vale per politiche, europee e referendum.
  • Come si fa. La domanda va fatta al Comune dove si vive, entro il 31 dicembre per votare l’anno dopo. Chi diventa fuorisede più tardi ha 30 giorni di tempo, e comunque non oltre il 45° giorno prima del voto. Si vota nel Comune dove si vive, per le liste e i candidati di quel territorio. Tutti i dettagli nella nostra guida al voto fuorisede.
  • Preferenze. Niente nomi da scrivere. Sulla scheda ci sono sei candidati per lista sotto il capolista: se ne barrano fino a tre, divisi tra uomini e donne.

E adesso?

Ora la legge va al Presidente della Repubblica per la promulgazione. Poi in Gazzetta Ufficiale. Le opposizioni hanno già annunciato ricorsi alla Corte costituzionale.

E la data del voto? Ancora non c’è. Le regole e le scadenze le trovi nel nostro articolo su quando si vota alle politiche 2027. Per il resto c’è la guida su cosa cambia con la nuova legge.

Prova tu: con il nostro simulatore della legge elettorale inserisci i voti dei partiti e vedi come diventano seggi alla Camera e al Senato.

Le regole del gioco adesso sono scritte. Manca solo il fischio d’inizio.

Pietro Tramontano

Pietro Tramontano

Pietro Tramontano è il fondatore di Politicare, progetto nato per offrire ai giovani un'informazione politica apartitica e neutrale. Dal 2021 guida la crescita della testata, occupandosi di strategia, eventi e community. È Amministratore Delegato di DOOR SRLS e vanta esperienze in comunicazione istituzionale — tra cui AGIS — e come responsabile comunicazione in diverse campagne elettorali. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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