Voto fuorisede: come funziona con la nuova legge elettorale

Viaggiatori con valigie e trolley sui binari della stazione di Milano Centrale

Per anni chi studiava o lavorava lontano da casa aveva due strade. Tornare a votare, a sue spese. Oppure rinunciare. Con la nuova legge elettorale, approvata dalla Camera l’8 ottobre, alle politiche si potrà votare dove si vive. Ecco chi può farlo, come e entro quando.

Chi può votare da fuorisede

La regola è nell’articolo 8 della legge. Vale per chi ha il domicilio temporaneo in una regione diversa da quella in cui è iscritto alle liste elettorali. Non basta cambiare città. Bisogna cambiare regione.

  • Studenti e lavoratori. La permanenza prevista nel Comune dove vivono deve essere di almeno nove mesi.
  • Chi si cura fuori regione. Servono almeno tre mesi di cure in una struttura sanitaria, e il giorno del voto deve cadere in quel periodo.
  • Caregiver familiari. Chi assiste per almeno tre mesi una persona in cura fuori regione. È una novità aggiunta dal Senato. Vale anche per i genitori che accompagnano un figlio minore.

Per quali elezioni

Politiche, europee e referendum. Le comunali e le regionali restano fuori. Lì si vota ancora solo nel proprio Comune.

Come si fa domanda

La domanda va al Comune dove si vive, non a quello di residenza. Si presenta di persona oppure online. Servono tre cose.

  • La copia di un documento di riconoscimento valido.
  • Un documento che dimostri la condizione di fuorisede, per esempio l’iscrizione all’università, il contratto di lavoro o il certificato della struttura sanitaria.
  • L’indirizzo completo del domicilio e, se possibile, un indirizzo email.

Il Comune chiede a quello di residenza la conferma che si ha diritto di voto. Poi, entro il decimo giorno prima del voto, manda l’attestazione di ammissione, anche via email. Dentro ci sono il numero e l’indirizzo della sezione.

Le scadenze

Qui bisogna fare attenzione. Le date sono due.

  • Entro il 31 dicembre si chiede di votare l’anno dopo. Chi è già fuorisede e conta di restarci, per le politiche del 2027 ha tempo fino al 31 dicembre 2026.
  • Dopo il 31 dicembre chi diventa fuorisede ha 30 giorni di tempo. E comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno prima del voto.

Per chi si cura fuori regione e per i caregiver la scadenza è una sola: 45 giorni prima del voto. Chi cambia idea può ritirare la domanda, con le stesse modalità e gli stessi tempi.

Per chi si vota

È la novità più grande. Il fuorisede vota per le liste e i candidati del collegio dove vive, non di quello di casa. Uno studente di Bari che vive a Milano sceglierà tra i candidati di Milano.

Alle europee del 2024 non era così. La prova valeva solo per gli studenti, bastavano tre mesi e la domanda si faceva al Comune di residenza. Chi viveva in un’altra circoscrizione votava nel capoluogo di regione, in seggi speciali, per le liste di casa.

Dove si vota

Nelle sezioni normali del Comune dove si vive. I fuorisede vengono distribuiti nelle sezioni più vicine al domicilio, di norma senza superare il 10% degli elettori di ogni sezione. Al seggio si portano un documento e l’attestazione.

E se il Comune dice di no? Si vota come sempre, nel Comune di residenza.

Cosa cambia per i giovani

  • La data da segnare. Se vivi in un’altra regione e ci resterai almeno nove mesi, per le politiche 2027 la domanda va fatta entro il 31 dicembre 2026.
  • I candidati sono quelli della città dove vivi. Conviene informarsi su quelli, non su quelli di casa.
  • Le comunali sono escluse. Per votare il sindaco nel 2027 bisogna tornare nel proprio Comune.

Domande frequenti

Se mi trasferisco nella stessa regione posso votare da fuorisede?

No. Il domicilio deve essere in una regione diversa da quella in cui sei iscritto alle liste elettorali. Chi studia a Milano ed è di Bergamo vota ancora a Bergamo.

Devo rifare la domanda ogni volta?

La domanda fatta entro il 31 dicembre vale per le elezioni dell’anno dopo. Per gli anni successivi va rinnovata, se resti fuorisede.

Quando so in quale seggio votare?

Il Comune dove vivi ti manda l’attestazione entro il decimo giorno prima del voto, anche via email. C’è scritto il numero e l’indirizzo della sezione.

E adesso?

La legge deve essere promulgata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Poi i Comuni dovranno organizzarsi per raccogliere le domande. Aggiorneremo questa guida appena ci saranno i moduli. Per tutte le altre novità c’è il nostro articolo sulla legge elettorale approvata.

Il diritto adesso c’è. Basta non perdere la scadenza.

Foto di copertina: Leonhard Lenz, Wikimedia Commons, CC0.

Pietro Tramontano

Pietro Tramontano

Pietro Tramontano è il fondatore di Politicare, progetto nato per offrire ai giovani un'informazione politica apartitica e neutrale. Dal 2021 guida la crescita della testata, occupandosi di strategia, eventi e community. È Amministratore Delegato di DOOR SRLS e vanta esperienze in comunicazione istituzionale — tra cui AGIS — e come responsabile comunicazione in diverse campagne elettorali. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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