Una telefonata scambiata per scherzo poteva salvare la Francia?
Ha del tragicomico quanto accaduto nella prima ed ultima notte del traballante governo Lecornu: la scintilla che ha appiccato l’incendio nella fragile maggioranza sarebbe stata la presenza di Bruno Le Maire, inviso ai Républicains, nella lista dei ministri annunciata in tv da Lecornu.
Quando domenica sera Le Maire ha capito che la sua nomina a ministro della Difesa aveva irritato l’uomo forte dei Républicains e del governo, Bruno Retailleau ha cercato di chiamarlo e provare a ricucire, forte di «eccellenti relazioni da anni» tra i due, nonostante i recenti dissapori politici.
«Lo chiamo una volta, e non risponde. Lo chiamo una seconda volta, e continua a non rispondere. Gli mando un sms, nessun cenno», racconta Le Maire in una lunare intervista video a Brut. «Allora, a mali estremi, estremi rimedi. Cerco il numero del ministero dell’Interno e chiamo il centralino, come qualsiasi cittadino. All’altro capo trovo un simpatico ragazzo che doveva essere il funzionario del turno notturno. Dico “buonasera, sono Bruno Le Maire, vorrei parlare con il ministro dell’Interno”. E lui mi risponde: “Senta signore, io non so chi lei sia. Sono le 22 di domenica, e non è il momento di fare scherzi”. E butta giù».
La storia non si fa con i se, ma forse questo episodio avrebbe cambiato la (breve) vita del dimissionario governo francese.
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