Il ministro della Pubblica amministrazione di #ForzaItalia (fratello dello storico medico di Berlusconi) è dato tra i papabili per la corsa in quota centrodestra per le prossime comunali a #Torino. E infatti non manca di evidenziare il fallimento del sindaco Pd: «Sono contento che il sindaco Lo Russo abbia finalmente cessato l’accordo della città di Torino con gli occupanti di Askatasuna. Resta però una domanda: c’era davvero bisogno di aspettare per capire che queste persone non meritavano alcun dialogo? Hanno sfasciato le Ogr e la sede de La Stampa e solo adesso, quando le perquisizioni hanno dimostrato che per di più gli occupanti violavano le intese con il comune, Lo Russo dice: ‘Allora cessiamo l’accordo. Ora lo intitoli alle vittime delle Br»
«Sono soddisfatto, ma anche rammaricato di essere stato un profeta inascoltato e che si sia perso così tanto tempo. Alla Festa dell’Unità, dove fui invitato, quando si incominciò a parlare di quello, nel momento in cui io espressi la mia posizione – che era quella che andava chiuso – mi hanno dato del fascista. Una vergogna. E infatti anche ieri il Pd torinese ha espresso solo posizioni ambigue» dice il ministro al Foglio.
«Casapound? Per quanto mi riguarda merita lo stesso trattamento»
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