Elezioni in Slovenia, nessun vincitore: il rebus del nuovo governo

Settimana scorsa si sono tenute le elezioni parlamentari in Slovenia. Il risultato ha visto un testa a testa tra il partito del governo uscente, il Movimento Libertà, guidato da Robert Golob di centro-sinistra e il partito dell’opposizione, il Partito Democratico Sloveno, guidato da Janez Janša di centro-destra. Rispetto alle scorse elezioni, il partito di Golob ha perso dodici seggi, mentre Janša ne ha guadagnato uno. Al momento, nessuno dei due partiti ha la maggioranza necessaria per governare, anche considerando le alleanze già esistenti con altri partiti eletti in Parlamento.

Il sistema politico sloveno è abbastanza simile a quello italiano. Il Parlamento sloveno, il cui nome ufficiale è Assemblea nazionale, è l’unico organo di rappresentanza nazionale. È composto da un totale di 90 deputati e detiene il potere legislativo. Per ottenere la maggioranza, e quindi per governare, un governo ha bisogno di 46 seggi. Tuttavia, vi è anche il Consiglio nazionale, dove vengono rappresentati diversi gruppi sociali che esercitano anche loro una, seppur minore rispetto all’Assemblea nazionale, funzione legislativa. La Presidente della Repubblica, che a differenza dell’Italia ha un mandato di 5 anni e viene eletta direttamente dai cittadini, e non dal Parlamento come invece avviene in Italia, è al momento Nataša Pirc Musar, indipendente di area progressista. La politica slovena è abituata a un continuo alternarsi di governi di centro-destra e centro-sinistra, che raramente riescono ad arrivare a fine legislatura senza ricorrere a elezioni anticipate. Una storia abbastanza familiare.

Un dettaglio interessante del Parlamento sloveno è che, in maniera simile a come avviene in Italia, la Costituzione slovena garantisce tutele alla minoranza italiana autoctona in Istria, con rappresentanti dedicati all’Assemblea nazionale. L’articolo 64 della Costituzione della Slovenia in più tutela la lingua italiana, così come quella ungherese, riconoscendola su un piano di parità allo sloveno, nonostante la lingua ufficiale del Parlamento rimanga lo sloveno. Il gruppo che rappresenta la comunità italiana, insieme a quella ungherese, ha due seggi in Parlamento e prende il nome di Gruppo parlamentare delle comunità nazionali italiana e ungherese, abbreviato in IMNS.

Dunque non vi è ancora una risposta alla domanda su chi guiderà il nuovo governo sloveno. Golob ha vinto queste elezioni dello 0,67%, prendendo il 28,62% dei voti, contro il 27,95% dal partito di Janša. La situazione è decisamente diversa dalla scorsa legislatura, quando Golob disponeva di una forte maggioranza composta da, contando anche i seggi dei partiti alleati, 53 seggi. Oggi, Golob ne ha solamente 40, 21 vinti dal suo partito e i restanti dagli alleati Socialdemocratici e da Levica.

Il punto ora riguarda le possibili alleanze politiche. Anže Logar, ex figura centrale del Partito Democratico Sloveno e oggi leader dei Democratici, si è già espresso contro la possibilità di fare un governo sia con Golob che con Janša. Con  6 seggi al Parlamento, non riuscirebbe a portare il leader di centro destra al governo ma risulterebbe decisivo per il centro-sinistra. Tuttavia, questo scenario è poco probabile, dal momento che Golob è alleato di Levica, partito di sinistra radicale, che condivide ben poche posizioni con Logar, differendo in temi fondamentali quali Nato e rapporti con Israele.

Ancora più improbabile risulta la potenziale alleanza con il partito Verità, guidato da Zoran Stevanović, di posizioni sovraniste e no-vax. Stevanović si è detto disposto ad entrare in maggioranza, ma ha avanzato richieste quali il ministero degli Esteri, dell’Interno e della Sanità. Per via delle numerose e improbabili ipotesi di maggioranza, è stata anche ipotizzata la creazione di un governo tecnico. Tuttavia, questa opzione richiederebbe un passo indietro sia da parte di Golob sia da parte di Janša, eventualità che al momento non sembra praticabile.

Un altro elemento importante di queste elezioni è rappresentato dalle presunte accuse di brogli elettorali e dalle intercettazioni di provenienza estera. Infatti, durante la campagna elettorale sono state diffuse alcune intercettazioni dove si sentono esponenti del centro-sinistra parlare di “facilitare affari”. Questo materiale ha rafforzato l’accusa del centro-destra secondo la quale Golob e i suoi hanno, durante gli anni al governo, costruito un sistema clientelare

Il passaggio interessante è però arrivato quando è emerso il presunto coinvolgimento di Black Cube, un’agenzia investigativa israeliana composta da ex agenti dell’intelligence, nelle elezioni parlamentari slovene. Infatti, secondo i servizi sloveni, alcuni operatori di Black Cube si sarebbero recati, durante la campagna elettorale, nella sede del partito di Janez Janša. Questo dettaglio, che di sé non consiste alcuna prova di interferenze estere, ha il potere di alimentare sospetti politici e mediatici. Il governo di Golob ha condannato il governo israeliano per le sue politiche nei confronti dei palestinesi, soprattutto nella striscia di Gaza, e ha riconosciuto lo Stato di Palestina nel 2024.Dunque si è ipotizzato che Black Cube possa aver cercato di condizionare le elezioni slovene per sostenere il partito di Janša, che ha da sempre mantenuto posizioni filo-israeliane e si è apertamente opposto al riconoscimento dello Stato di Palestina.

In Europa siamo consapevoli della presenza di interferenze estere nelle elezioni nazionali, soprattutto da parte della Russia. Il fatto che anche un paese come la Slovenia, solitamente meno esposto mediaticamente rispetto ad altri scenari europei, possa forse aver subito ingerenze apre una questione più ampia. Il caso sloveno dimostra come nessun contesto democratico possa oggi considerarsi del tutto al riparo da tentativi esterni di condizionamento politico, e come sia sempre più fondamentale tutelare i nostri processi democratici e rafforzare gli strumenti di trasparenza di cui disponiamo, per garantire siano sempre i cittadini e le cittadine a scegliere consapevolmente e liberamente.

Cecilia Ferrari

Cecilia Ferrari

Resta aggiornato h24

Iscriviti alla Newsletter