In Bulgaria ha vinto il partito filorusso

A dicembre 2025 è caduto, per la settima volta in cinque anni, il governo bulgaro. Oggi si sono tenute le elezioni, che hanno visto vincere l’ex Presidente della Bulgaria ed ex pilota dell’aeronautica Rumen Radev con quasi il 40% dei voti. Il fatto che un ex capo di Stato si sia candidato alla carica di primo ministro è un fatto abbastanza inusuale. La presidenza bulgara, infatti, presuppone un ruolo di garanzia e di neutralità politica analogo a quello esercitato, nel sistema italiano, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La campagna elettorale di Radev si è basata su una retorica populista e sovranista, alimentando teorie del complotto secondo cui le precedenti amministrazioni, descritte come asservite a interessi stranieri e profondamente corrotte, avrebbero deliberatamente sabotato la sovranità nazionale.

Rumen Radev ha quindi vinto contro il suo principale oppositore politico ed ex capo del governo Bojko Borisov. Borisov, leader del partito di centrodestra Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria, è stato al centro della campagna elettorale di Radev, che ha spesso e insistentemente parlato del problema della corruzione in Bulgaria.

Queste elezioni sono state particolarmente seguite all’estero dal momento che in tanti temono un governo di Radev, che tuttavia ad oggi non ha sufficienti seggi in Parlamento per governare da solo, per via delle sue posizioni filorusse. Dopo la sconfitta di Orbán in Ungheria, si teme che il nuovo nemico interno dell’Unione europea possa diventare proprio la Bulgaria che, come tutti gli altri paesi membri, ha potere di veto al Consiglio europeo. Per via delle sue posizioni filorusse infatti potrebbe ostacolare l’adozione di nuove sanzioni contro Mosca e il supporto militare all’Ucraina. In una recente intervista Radev aveva sostenuto che la Bulgaria, in quanto paese slavo e ortodosso, potesse diventare un ponte per recuperare le relazioni con la Russia, cosa che tuttavia non è al momento nei programmi dell’Unione europea.

Radev aveva anche fortemente criticato la scelta della Corte costituzionale rumena, usando una retorica complottista, di annullare le elezioni presidenziali del primo turno che avevano visto Calin Gorgescu, candidato filorusso, vincere. La Corte aveva ritenuto che vi fossero state delle interferenze russe nella campagna elettorale e dunque che le elezioni non fossero valide.

Non siamo sicuri di cosa aspettarci da Radev che, come già detto, dovrà trovare degli alleati per governare. Tra questi, il più papabile sarebbe il partito Continuiamo il cambiamento, di area riformista e progressista. Tuttavia, le posizioni euroscettiche di Radev rendono questa alleanza difficile e molto probabilmente instabile.

Mentre in Unione europea si teme l’arrivo di un nuovo Orbán, in Bulgaria si sente la necessità di una stabilità che, tuttavia, questi risultati elettorali non sembra riusciranno a garantire.

Cecilia Ferrari

Cecilia Ferrari

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