Manovra 2027, il governo dà il via libera: 26 miliardi e un’ultima legge di Bilancio tutta in chiave elettorale

Meno di due ore di seduta e il dossier è andato in porto. Mercoledì 28 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027, che ora passa alle Camere: vale circa 26 miliardi, due e mezzo in più dei 23,5 comunicati a Bruxelles. Per il 2028 il conto sale a 27 miliardi. Quello approvato, però, resta un disegno di legge: aliquote, soglie e platee diventeranno regole solo se il Parlamento le confermerà.

Le misure che toccano più persone

Il cuore fiscale è un ritocco all’Irpef. L’aliquota del 33% si allarga fino a 55mila euro di imponibile, con un risparmio massimo di 500 euro l’anno per chi supera i 50mila. Chi sta sotto quella soglia, quindi, non vedrà niente di nuovo, ed è un dettaglio che nelle sintesi governative tende a perdersi.

Poi ci sono le misure mirate. Per i giovani con meno di 30 anni arriva un’imposta dell’1% sugli aumenti di stipendio, fino a un tetto di 2.500 euro: non è un bonus in busta paga, ma un’aliquota agevolata che serve solo se lo stipendio cresce davvero. Sugli affitti a canone concordato la cedolare secca scende al 5%, e all’1% quando l’inquilino ha fino a 35 anni. Per le partite Iva il limite del regime forfettario sale a 100mila euro. Il bollo auto, infine, diventa strutturale: l’esenzione per le auto fino a 80 kW perde la scadenza e non riguarda più soltanto il 2027.

Sanità e pensioni, i numeri da leggere con attenzione

Il governo rivendica un record: il Fondo sanitario nazionale cresce di 3,4 miliardi e arriva a 146,3 miliardi nel 2027. Qualche conto, però, aiuta a leggere meglio. Secondo una ricostruzione, circa un miliardo di quell’aumento era già previsto dalla manovra precedente, e le risorse davvero fresche si fermano intorno ai 2,4. A questi fondi si aggiunge un contributo da 300 euro per gli over 75 con pensioni fino a 28mila euro annui, per un costo di 1,6 miliardi.

Sulle pensioni, invece, c’è soprattutto un annuncio. Il fondo da 850 milioni per allargare le uscite anticipate esiste, ma le regole (età, contributi, penalizzazioni) sono ancora tutte da scrivere.

Chi paga il conto

Sul fronte delle coperture, il governo punta oltre 5 miliardi su banche e assicurazioni, a cui si aggiungono circa 700 milioni dalle società energetiche, altrettanti dai giochi e un taglio di circa un miliardo alla spesa dei ministeri. Una quota delle risorse, inoltre, poggia sulla flessibilità europea concordata per difesa ed energia.

L’attacco delle opposizioni

Dal centrosinistra sono arrivati giudizi durissimi. Elly Schlein ha parlato di una manovra di mance e spot elettorali, aggiungendo che l’unica buona notizia è che sarà l’ultima di questo governo. Giuseppe Conte ha rincarato la dose definendola una lotteria di micromisure per platee ridotte. Dalle Regioni la delusione più netta è venuta dal toscano Eugenio Giani: per la sanità, i 3,4 miliardi stanziati corrispondono a circa la metà dei 6,8 chiesti.

Cosa succede adesso

Il testo parte dalla Camera e deve ottenere il via libera definitivo di entrambi i rami entro il 31 dicembre, per evitare l’esercizio provvisorio. Nelle prossime settimane la partita si sposterà sugli emendamenti: lì si capirà se le misure oggi annunciate reggeranno alla prova dei numeri, o se i dettagli ancora mancanti (a partire da pensioni e bonus per gli anziani) cambieranno la portata della manovra.

Francesco Barbuto

Francesco Barbuto

Redattore di Politicare. Si occupa soprattutto di politica interna: Parlamento, legge elettorale, manovra, sondaggi e vita dei partiti.

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