L’ultimo sondaggio SWG per La7, diffuso il 4 maggio 2026, restituisce un quadro politico in lieve movimento, con numeri precisi che mostrano un piccolo riavvicinamento tra le principali forze. Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 28,8%, ma registra un calo dello 0,3% rispetto alla settimana precedente, segnale di una flessione contenuta ma significativa nel breve periodo .
Alle spalle cresce il Partito Democratico, che sale al 21,8% con un incremento dello 0,2%, riducendo il distacco dalla prima posizione e consolidando una fase di recupero . Il dato è rilevante perché indica una dinamica opposta rispetto al centrodestra, con un progressivo riequilibrio tra le due principali aree politiche.
Il Movimento 5 Stelle mostra invece una lieve flessione, perdendo lo 0,1% e collocandosi poco sotto la soglia del 17%, confermando una fase di stabilità ma senza segnali di crescita . All’interno della maggioranza di governo, anche gli altri partiti registrano un arretramento: Forza Italia scende al 7,5% mentre la Lega si attesta al 6,1%, entrambe in calo rispetto alla rilevazione precedente .
Sul fronte delle opposizioni si registra un piccolo segnale positivo anche per Alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna lo 0,2%, contribuendo a rafforzare complessivamente l’area alternativa al governo . Questi spostamenti, pur limitati nei decimali, indicano una tendenza chiara: il centrodestra perde qualche punto mentre il centrosinistra recupera terreno.
Nel complesso, i numeri del sondaggio SWG per La7 raccontano ancora del dominio di Fratelli d’Italia ma con un margine che si riduce leggermente settimana dopo settimana. Il dato del 28,8% resta solido, ma la crescita del Partito Democratico sopra il 21% evidenzia un riequilibrio progressivo che potrebbe diventare più rilevante se confermato nelle prossime rilevazioni.
Questa fotografia si basa su variazioni minime, spesso nell’ordine di uno o due decimi, ma proprio per questo è utile per capire la direzione del consenso. Non ci sono stravolgimenti, ma segnali coerenti. Il calo simultaneo di più partiti della maggioranza e la crescita parallela delle opposizioni suggeriscono un lento spostamento degli equilibri politici, più graduale che improvviso ma comunque concreto.
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