Dopo l’astensione all’ONU e le pressioni di Washington, l’allineamento con gli USA diventa il nuovo tema della campagna elettorale.
130 favorevoli, 17 contrari, 25 astenuti. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato per la trentaquattresima volta la risoluzione, non vincolante, con cui l’organizzazione internazionale riafferma la propria posizione a favore della fine dell’embargo totale economico, commerciale e finanziario statunitense contro Cuba, in vigore ormai dal 1962 e divenuto sempre più stringente anche dopo il secondo insediamento di Trump alla Casa Bianca.
Cosa è cambiato nel voto ONU sull’embargo a Cuba
Fino a qui tutto sembra regolare: è dal 1992 che l’Assemblea Generale vota questa misura durante la sua sessione plenaria. Ma questa volta qualcosa è cambiato: per prima cosa si tratta della maggioranza più bassa degli ultimi 20 anni, ma soprattutto, per la prima volta nella storia delle risoluzioni ONU in materia, l’Italia non ha votato a favore, decidendo di astenersi insieme ad altri importanti paesi europei e non, tra cui Germania, Polonia, Bulgaria, Romania e Corea del Sud. A cantar vittoria è certamente l’amministrazione statunitense, che tramite le sue pressioni dell’ultimo anno e le nuove restrizioni volte a colpire direttamente le nazioni e le compagnie che forniscono petrolio all’isola, provocando un blocco negli approvvigionamenti di combustibile, è riuscita a far cambiare idea ad attori internazionali da sempre vicini alla questione cubana.
Le pressioni americane sull’Italia
Il caso dei medici cubani in Calabria
Le pressioni sul governo italiano si sono inasprite a partire dal caso della Regione Calabria, esploso negli ultimi giorni di febbraio di quest’anno. Negli ultimi due anni oltre 400 camici bianchi sono giunti dall’Avana per aiutare a colmare i vuoti di personale che colpiscono il settore ospedaliero calabrese, con un piano che mirava ad aumentare l’organico di altre 600 unità. Il progetto di collaborazione è finito però direttamente nel mirino della diplomazia americana: il 23 febbraio l’incaricato d’affari USA a Cuba, Mike Hammer, ha incontrato il governatore di Forza Italia Roberto Occhiuto per chiedere l’interruzione del rapporto, sostenendo che i proventi riservati ai medici finanziassero il governo cubano. In quell’occasione, il presidente di Regione, esponente di punta di Forza Italia, non ha ceduto alle pressioni di Washington:
“I medici cubani che stanno consentendo di mantenere aperti gli ospedali della Calabria sono ancora una necessità per la nostra Regione, la mia priorità è assicurare il diritto alla cura”.
Le parole dell’ambasciatore cubano
Soltanto tre giorni prima della votazione del 28 ottobre, l’ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, aveva affidato alle pagine di Repubblica la certezza che Roma non avrebbe tradito la sua linea storica:
“Cuba non è una minaccia. Il blocco imposto dagli Stati Uniti, invece, lo è: quest’anno affrontiamo un inasprimento criminale delle sanzioni, un’aperta interferenza Usa sul voto e una vera e propria minaccia di aggressione. Siamo grati all’Italia per la sua posizione storica e non ci sono ragioni per aspettarsi un voto diverso, soprattutto in un anno in cui l’isola deve fare i conti con restrizioni senza precedenti”.
Perché l’Italia si è astenuta all’ONU
A tentare di motivare la scelta di Roma è arrivata la nota ufficiale del Ministero degli Esteri, presieduto dal vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che ha legato l’astensione del 28 ottobre alle criticità interne del governo cubano e alla mancata presa di posizione a sostegno dell’Ucraina nella guerra con la Russia:
“L’Italia, nel ribadire la vicinanza al popolo cubano e la necessità di continuare gli aiuti umanitari, ha scelto di astenersi. L’embargo economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba ha conseguenze economiche e umanitarie negative per il popolo cubano, ma la mancanza di libertà politiche ed economiche, le debolezze strutturali e le inefficienze di lunga data del sistema economico hanno contribuito in misura significativa alla crisi attuale. Deploriamo inoltre che la posizione di Cuba sulla guerra di aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina continui a essere incompatibile con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Le critiche delle opposizioni
La seduta del 7 ottobre in Commissione
Spiegazioni che non hanno fermato le critiche delle opposizioni, con il PD che accusa il governo di un vero e proprio “voltafaccia” rispetto agli indirizzi del Parlamento. Per capire l’attacco del partito di Elly Schlein bisogna ricostruire la seduta del 7 ottobre in Commissione Affari Esteri alla Camera: in quell’occasione, maggioranza e opposizione avevano trovato un’intesa votando all’unanimità gli impegni della risoluzione Provenzano per garantire gli aiuti umanitari e confermare la postura storica dell’Italia. Nel testo finale, tuttavia, non compariva più l’impegno del governo a mantenere la linea nelle sedi internazionali. Nel testo originale della sua risoluzione, infatti, Azione chiedeva esplicitamente di continuare a sostenere lo stop all’embargo all’ONU, ma il sottosegretario Massimo Dell’Utri ha chiesto di cancellare quel passaggio per rimuovere ogni vincolo di voto, e i firmatari hanno accettato la modifica. Un passaggio che ha spianato la strada alla decisione di New York.
Le reazioni di AVS e M5S
La critica del Campo Largo è arrivata unita anche dagli altri partiti: per Nicola Fratoianni (AVS), l’astensione dimostra la volontà del governo di “sedere dalla parte sbagliata della storia”, agendo da “vassalli di Trump”. A fare da eco alle proteste sono state le testimonianze raccolte direttamente all’Avana dalla deputata del M5S Stefania Ascari, durante la sua recente missione umanitaria a Cuba:
“L’Italia non può restare in silenzio: deve prendere una posizione chiara contro l’embargo e lavorare nelle sedi internazionali per rimuovere gli ostacoli che impediscono l’invio di aiuti umanitari”.
Cosa significa per le elezioni del 2027
Il caso Cuba dimostra ancora una volta come la politica estera si sia trasformata in un nuovo fondamentale campo di battaglia della politica interna. Con le elezioni politiche del 2027 all’orizzonte, il grado di allineamento con Washington sarà un vero e proprio tema su cui maggioranza e opposizioni si giocheranno parte della campagna elettorale. Perché tra le fedeltà pretese dalla Casa Bianca e le scelte di fondo sul posizionamento internazionale del nostro Paese, la corsa verso le prossime urne passerà inevitabilmente anche da qui.
Domande frequenti
Il 28 ottobre 2026 l’Italia si è astenuta. Lo ha comunicato il Ministero degli Esteri. Si è astenuta anche la Germania.
130 favorevoli, 17 contrari, 25 astenuti. Nel 2025 i favorevoli erano 165, i contrari 7 e gli astenuti 12.
Secondo la Farnesina l’embargo ha conseguenze negative per il popolo cubano, ma la crisi dipende in misura significativa anche dalla mancanza di libertà e dalle inefficienze del sistema economico. Il ministero critica anche la posizione di Cuba sulla guerra in Ucraina.
No. La risoluzione non è vincolante. L’embargo statunitense resta in vigore.
Dal 1962. L’Assemblea Generale vota ogni anno la richiesta di revocarlo dal 1992.








